Arrivano finalmente le tanto attese vacanze, da passare magari in un paese estero e lontano. Dunque, con tanto di volo aereo. E a volte, impercettibile, poi sempre più viva, può scattare l'ansia di volare. Cosa fare in questi casi?
I piloti d'aereo e i responsabili delle compagnie su questo sono concordi: è molto più facile avere un incidente domestico che subirne uno in volo. E sono più le vittime degli scivoloni accidentali o degli incidenti stradali che quelli delle sciagure aeree. Certo, esistono delle precauzioni da prendere.
Non salire mai sui voli delle cosiddette black list, le liste nere delle aerolinee a rischio (soprattutto africane e centroasiatiche) in cui gli standard di sicurezza non sono quelli delle linee europee e americane.
Poi, ricordare che tutte le parti di un aereo sono sottoposte a test di resistenza durissimi, per affrontare e superare brillantemente torsioni e sollecitazioni superiori del 50% a quelle immaginabili in volo. Anche i piloti si esercitano costantemente a gestire le situazioni di rischio, esercitandosi con lunghe e ripetute simulazioni.
Né bisogna temere i temporali, dato che i radar di bordo li intercettano con almeno venti minuti di anticipo, consentendo variazioni di rotta. Infine, qualche piccolo accorgimento pratico per sgominare l'ansia: non bere tè o caffè il giorno precedente la partenza, se possibile viaggiare con un amico o un parente, non guardare dal finestrino e distrarsi leggendo, chiacchierando e ascoltando musica.
Magari, per un timore improvviso, fare domande al personale di bordo, che provvederà a fornire risposte rassicuranti. E non pensare di perdere immediatamente la paura di volare. Per quello, ci vuole un po' di tempo. E anche di pratica: da acquisire continuando a viaggiare...
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