SALUTE

Capillari rotti nelle gambe: cosa fare e i rimedi

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Perché i capillari delle gambe "si rompono"?

Spesso le donne sono colpite da un disturbo percepito esclusivamente come antiestetico, ma che in realtà nasconde problematiche di salute da non sottovalutare. Stiamo parlando dei "capillari rotti nelle gambe". Il fenomeno interessa soprattutto il genere femminile e può indicare un malfunzionamento del sistema vascolare. Le teleangectasie degli arti inferiori possono comparire in ogni zona delle gambe e si manifestano con capillari ben evidenti e ramificati. Cosa fare e quali sono i rimedi utili da applicare?

Questo disturbo è più frequente a livello delle caviglie, della parte esterna della coscia e della parte interna del ginocchio. I capillari che soffrono di questo problema appaiono di un colore che può variare dal rosso al blu, passando anche per il viola e il verde. Le teleangectasie sono provocate da una pressione venosa troppo alta nella zona vicina all'area interessata. Di solito sono più visibili dopo i 50 anni, ma possono fare il loro esordio anche in età più giovane, soprattutto in presenza di famigliarità o durante le gravidanze. Potrebbero essere indice di uno stile di vita non corretto, ma anche di squilibri ormonali e insufficienza venosa cronica.

Una diagnosi precisa può aiutarci a capire come affrontare il disturbo. Conoscere la causa dei capillari rotti nelle gambe può permettere di intervenire immediatamente sui disturbi che scatenano le teleangectasie, risolvendone la problematica alla radice. Si può ricorrere a diversi trattamenti e non mancano rimedi utili per stare subito meglio:

  • scleroterapia
  • laserterapia
  • farmaci per rinforzare le pareti delle vene
  • pomate con vitamina K, C ed E
  • creme ricche di flavonoidi
  • rimedi a base di mirtillo e ippocastano, ma anche rusco, centella asiatica, vite rossa

Per prevenire il disturbo, è bene seguire una dieta equilibrata, prediligendo frutta e verdura, evitare i cibi salati, fare attività fisica costante, non indossare indumenti stretti o tacchi alti, indossare calze elastiche quando si sta molto in piedi, non accavallare le gambe da seduti.

In ogni caso, è sempre bene consultare il proprio medico curante che saprà indirizzarci verso il professionista migliore per trattare il disturbo.

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