Il Giappone è un Paese molto amato dagli italiani, soprattutto per la moda e la tradizione culinaria. E questa passione si è talmente tanto diffusa che si può parlare di veri e propri Japan lovers. Secondo i dati dell’Organizzazione Nazionale del Turismo Giapponese (JNTO), nel 2024 in Giappone sono stati registrati 229.700 arrivi, segnando un incremento del 41,1% rispetto al 2019 e posizionandosi al primo posto per crescita tra i mercati europei. Il Giappone è oggi destinazione turistica privilegiata dagli italiani, attirati dalla cultura e dalle tradizioni millenarie ancora tangibili.
J- Pop
Molto apprezzata la J-Pop (la musica pop giapponese), i fumetti manga, i film e le serie TV giapponesi, e in generale che amano veramente la cultura giapponese.
Moda: stile jap
Nella moda si parla di stile jap, caratterizzato da abiti semplici, monocolore, confortevoli, con una identità subito riconoscibile fatta di eleganza ed essenzialità come quelli ad esempio del brand Uniqlo.
Street style giapponese
Lo street style giapponese è noto per essere audace e all'avanguardia. Sebbene non esista una definizione univoca, ci sono alcune tendenze distintive. Abiti larghi e attillati in colori tenui sono abbastanza tipici. In genere, è tutta una questione di silhouette e di mix di cose: strati, vintage, stilisti e altro. Alcuni accessori comuni includono sneakers alla moda e marsupi (simili ai marsupi nella funzione, ma non nell'aspetto).
Mentre la moda mainstream in Giappone è piuttosto conservatrice, altri stili più sorprendenti sono altrettanto famosi. Ecco alcuni dei trend alternativi più comuni:
- Harajuku: Harajuku, che prende il nome dal quartiere Harajuku di Shibuya a Tokyo dove ha avuto origine lo stile, mescola abiti occidentali e abiti tradizionali giapponesi con stili unici, luminosi e colorati. Inizialmente si è sviluppato come una forma di ribellione contro le rigide norme sociali. Colori vivaci, design audaci e strati multipli sono comuni.
- Lolita: caratteristiche infantili o da bambola caratterizzano la moda Lolita. La tendenza si inserisce nella più ampia cultura kawaii (che significa "carina"), che è una cultura incentrata sulla carineria.
- Kogal: le uniformi scolastiche giapponesi sono fonte di ispirazione per il kogal. Il termine è una contrazione di "kōkōsei", che significa "studente delle superiori", e "gyaru", o "Gal". Gonne corte, giacche, calzini larghi, sciarpe e stivali compongono il look tipico.
Tradizione culinaria
La tradizione culinaria giapponese dal 2013 è riconosciuta come Patrimonio Culturale Immateriale dell’Umanità e affascina sempre di più gli italiani. Negli ultimi 10 anni, l'Italia ha visto una notevole crescita nel numero di ristoranti giapponesi tanto che, stando ai dati del Ministero dell'Agricoltura, delle Foreste e della Pesca (MAFF), relativi a novembre 2023, il secondo paese in Europa per numero di ristoranti è proprio l’Italia con 2.460 attività ristorative.
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