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È l'11 febbraio, la giornata delle donne e delle ragazze nella scienza 2025. Anche quest'anno, la data ci offre l'occasione per fare il punto sul ruolo delle donne nel mondo delle STEM, le discipline scientifiche. A che punto siamo? Le donne si fanno strada, ma persistono le disparità e gli stereotipi.
L'effetto Matilda e la discriminazione
Quando parliamo di donne e scienza, non possiamo non pensare al cosiddetto effetto Matilda, ovvero l'oscuramento dei contributi delle donne che spesso sono negati e addirittura attribuiti ai colleghi uomini. Numerosi sono gli esempi nella scienza. Lise Meitner, Rosalind Franklin, Jocelyn Bell sono alcuni dei nomi che rimandano alla stessa storia: casi di donne che fanno scoperte eclatanti, ma poi vengono dimenticate e spesso sono oscurate dai colleghi uomini che si prendono tutti i meriti.
Il fenomeno è stato individuato da Matilda Joslyn Gage, suffragetta americana che, nel 1870, scrisse il saggio "Woman as an inventor"; nel 1993, fu la storica della scienza Margaret Rossiter a coniare l'espressione proprio richiamandosi all'attivista dell'800.
Ma la discriminazione delle donne non si ferma qui. Infatti, ancora oggi persistono alcuni bias di genere, stereotipi e pregiudizi come l'idea che i ragazzi siano più portati per le materie scientifiche, mentre le ragazze possano avere difficoltà a intraprendere una carriera nel campo delle Stem.
Per non tacere del divario tra le retribuzioni delle donne e degli uomini, il gender pay gap presente anche in ambito accademico; e della scarsa presenza delle donne nelle posizioni di leadership.
Scienza: il contributo delle donne
La giornata delle donne e delle ragazze nella scienza 2025 ci ricorda anche il contributo femminile e l'emancipazione delle donne in campo scientifico e tecnologico.
Pensiamo a Rita Levi Montalcini e Marie Curie, che hanno vinto il Nobel così come, di recente nel 2020, Jennifer Doudna ed Emmanuelle Charpentier. Oppure richiamiamo alla mente il successo di Samantha Cristoforetti, per citare solo alcuni dei nomi che ci invitano a guardare con fiducia al rapporto tra donne e scienza.
Infatti, possiamo andare oltre i numeri e i fenomeni negativi, per focalizzarci sull'affermazione delle donne, sui percorsi che portano al consrguimento dei loro obiettivi, sulle storie che possono ispirare le nuove generazioni. In questa direzione, va il volume "Fare la differenza. Stereotipi di genere e nuove pratiche di affermazione nei campi scientifici", a cura di Mariacristina Sciannamblo e Assunta Viteritti.
Donne e scienza: a che punto siamo
Se guardiamo ai numeri, per la giornata internazionale delle donne e delle ragazze nella scienza, possiamo considerare che le donne si stanno affermando, ma ancora c'è tanta strada da fare.
Secondo il Global Gender Gap Report 2024, la presenza femminile nelle STEM è in aumento dal 2016, ma le donne rappresentano solo il 28,2% della forza lavoro STEM rispetto al 47,3% nei settori non STEM. Inoltre, occupano posizioni a bassa crescita e sono pagate di meno: le donne rappresentano "un quarto dei leader non STEM e solo oltre un decimo nei ruoli STEM". Quanto alle retribuzioni, il gender pay gap è presente anche in ambito accademico.
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