Di fronte a un bambino che fa i capricci, i genitori potrebbero spazientirsi credendo che si comportino in quel modo solo perché vogliono ottenere qualcosa o attirare la nostra attenzione. In realtà è molto difficile comprendere se quelle reazioni, che a noi adulti appaiono spropositate, nascondono in realtà qualcos'altro, magari un malessere che non riescono ad esprimere in altro modo e che i grandi non riescono a percepire. Come capire se sono capricci o se c'è dell'altro?
Ci sono dei particolari ai quali i genitori dovrebbero prestare attenzione, perché possono indurre a credere che non si tratta di capricci, ma semplice espressione di un malessere che non può essere descritto in altro modo:
- se i bambini sono molto piccoli e piangono disperatamente, di sicuro non possono essere capricci: il pianto è l'unico mezzo di comunicazione che hanno i neonati per comunicare ai genitori un disagio, un malessere o qualcosa che non va
- quando i bambini sono più grandi e si disperano arrivando alle lacrime, di solito vuol dire che stanno male (fisicamente e non solo): i capricci di solito si manifestano con il cosiddetto "pianto asciutto", senza lacrime, e con reazioni fisiche molto importanti (come rotolarsi per terra o "picchiare" i genitori), che potrebbero far intuire che non c'è un reale malessere fisico
- bisogna anche comprendere se l'oggetto del presunto capriccio è reale o si tratta solo di nervosismo o stanchezza che li porta a reagire in modo eccessivo di fronte anche al più blando stimolo esterno: talvolta non è un modo "subdolo" di cercare di convincere gli adulti ad assecondare i loro "capricci", ma semplicemente una reazione dettata dallo stress provato dai bambini
Bisogna valutare bene e con attenzione ogni situazione, perché dietro a quello che agli adulti sembra un capriccio si può nascondere, in realtà, un malessere più profondo che sarebbe meglio indagare con scrupolo, anche con l'aiuto del pediatra.
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