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Il 21 marzo è la giornata mondiale della poesia 2025: con l'arrivo della primavera, si celebra anche il giorno dedicato ai versi poetici che ci emozionano.
Le poesie, infatti, rimandano alla vita e all'amore, alla delusione e alla speranza, alla sofferenza e alla gioia, alla passione e all'attesa.
Ecco la nostra selezione per celebrare l'arte poetica ed emozionarci ancora una volta.
Meraviglia dello stare bene di Mariangela Gualtieri
Meraviglia dello stare bene
quando le formiche mentali
non partoriscono altre formiche
e si sta leggeri come capre sulla rupe
della gioia
Sentire come allora di Lorenzo Pataro
Sentire come allora. Bambini-parco-giochi.
Sentire la vita come allora e in un punto
preciso, dentro al petto. Chiaro nitido
pungente. Accorgersi del noto.
Lo spazio tra le cose, tra il piede che si alza
nella corsa e il piede-ancora che tiene.
Polvere, il radioso nello spazio
tra le dita. Sentire un freddo che è lontano,
acuminato. Universo che semina nel petto
qualcosa di antico e benedetto.
In cerchio si osserva la ferita al ginocchio
del bambino, sangue e pelle, il suo frantumo.
Sentire come allora. Farsi tana e nascondersi
era un modo per lasciare il mondo vuoto, farsi
mondo nel mondo e nascondersi nel vuoto
lasciato dalle cose. Qualcuno ci cercava.
E noi acquattati come i morti. In attesa.
Trattenendo il respiro come loro.
Amar di Florbela Espanca
Io voglio amare, amare perdutamente!
Amare per amare: quel taluno
e poi il talaltro, e tutti, e poi nessuno…
Amare! Amare! E non amare niente!
Il mio cuore è sulle montagne di Robert Burns
Il mio cuore è sulle montagne, il mio cuore non è qui;
il mio cuore è sulle montagne alla caccia del cervo,
alla caccia del cervo selvaggio e all’inseguimento del capriolo,
il mio cuore è sulle montagne, dovunque io vada.
Addio, o montagne, addio, o settentrione,
dove nacque il coraggio, dove dimora il valore;
dovunque io erri, dovunque io vaghi,
le colline della Scozia sempre amerò.
Addio, o montagne dalla cima coperta di neve;
addio, o declivi e verdi valli giù in basso;
addio, o foreste e boschi scoscesi;
addio, o torrenti e acque scroscianti.
Il mio cuore è sulle montagne, il mio cuore non è qui;
il mio cuore è sulle montagne alla caccia del cervo,
alla caccia del cervo selvaggio e all’inseguimento del capriolo,
il mio cuore è sulle montagne, dovunque io vada.
La vita semplice di Octavio Paz
Chiamare il pane pane e che appaia
sulla tovaglia il pane quotidiano;
dargli al sudore il suo e dargli al sonno
al breve paradiso e all'inferno
e al corpo e al minuto quello che chiedono;
ridere come il mare ride, il vento ride, àsenza che a risata risuoni a vetri rotti;
bere e nell'ubriachezza afferrare la vita,
ballare il ballo senza perdere il passo;
toccare la mano di uno sconosciuto.
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